Legalità, memoria e coraggio. Il Sindaco De Chirico e il Polo Liceale di Terlizzi incontrano i genitori di Michele Fazio per un momento di riflessione e testimonianza

Legalità, memoria e coraggio.  Il Sindaco De Chirico e il Polo Liceale di Terlizzi incontrano i genitori di Michele Fazio per un momento di riflessione e testimonianza

“Il silenzio di mille cuori fa più rumore di una bomba.” È con questa immagine potente che si è aperto l’incontro di questa mattina presso il Polo Liceale di Terlizzi, dove la memoria di Michele Fazio, vittima innocente di mafia uccisa a Bari Vecchia nel 2001, ha smesso di essere un capitolo di cronaca per diventare coscienza collettiva. 
In occasione dell’assemblea d’istituto dedicata alla legalità, nel mese che celebra la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, gli studenti hanno incontrato Lella e Pinuccio Fazio alla presenza della Dirigente Scolastica prof.ssa Anna Maria Allegretta e della prof.ssa Franca Maria Lorusso. Un appuntamento voluto e organizzato con determinazione dai rappresentanti d’istituto Alessandro Aloia, Alessandro Giannatasio, Mattia Gesmundo e Maria Gesmundo, che hanno trasformato la scuola in un presidio di cittadinanza attiva.
«Oggi Terlizzi ha dimostrato di avere un’anima civile profonda e autentica», ha dichiarato il Sindaco De Chirico. «Quasi mille ragazzi commossi, silenziosi, presenti con tutto se stessi: non è uno spettacolo che si vede spesso. Lella e Pinuccio ci hanno portato dentro la loro storia con una generosità che nessuno avrebbe il diritto di pretendere e i nostri studenti hanno saputo accoglierla. Sono orgoglioso di questa comunità. Incontri come questo non si improvvisano: nascono dove c’è terreno fertile. E Terlizzi ha dimostrato di essere un terreno fertile. Ringrazio ogni singola componente della nostra società civile che si è mossa per rendere possibile questo evento: le associazioni, gli insegnanti, i volontari. La legalità non si insegna solo con le parole — si costruisce insieme, così».
Le parole di Lella e Pinuccio Fazio hanno attraversato l’aula come un’onda lenta e inarrestabile. «Nei vostri occhi rivedo Michele», hanno detto. «Avremmo potuto chiuderci nel dolore, lasciare che tutto finisse lì. Invece da venticinque anni abbiamo scelto altro: non festeggiamo più come prima, è vero. A tavola, nelle feste, c’è sempre un posto vuoto. E quel vuoto parla. Michele non è solo assenza: è un seme. Un seme che continua a chiedere giustizia, verità, responsabilità. E soprattutto a generare vita, ogni volta che qualcuno decide di non voltarsi dall’altra parte. E quel seme oggi è stato piantato a Terlizzi, al Polo Liceale».
Michele Fazio aveva sedici anni quando fu ucciso da un proiettile vagante in una sparatoria tra clan rivali della camorra barese. Da quella morte, Pinuccio e Lella hanno scelto di spalancare le finestre (quelle stesse finestre che prima tenevano chiuse per paura) e di portare la storia del loro figlio nelle scuole, perché i ragazzi capissero che la mafia non è un problema di altri. Venticinque anni dopo, quella scelta continua a produrre frutti.